Tradizioni&simbologia: l’uovo di Pasqua

Dal numero 31 di “BREVI”  degli Amici dell’Ospedale

uova-di-pasquaL’uovo di Pasqua è un dolce della tradizione pasquale, divenuto nel tempo uno dei simboli della stessa festività della Pasqua cristiana, assieme alla colomba.

La tradizione del classico uovo di cioccolato è recente, ma il dono di uova vere, semplici o decorate si perde nella notte dei tempi.

Le origini della simbologia dell’uovo, infatti, risalgono a tempi antichissimi, in tempi e presso culture che precedono di millenni la nascita della religione cristiana.

L’uovo ha avuto tratti simbolici sin dai tempi antichi, come nel caso del simbolo dell’uovo cosmico. Le uova, infatti, hanno spesso rivestito il ruolo del simbolo della vita in sé, ma anche della sacralità: secondo alcune credenze pagane e mitologiche del passato, il cielo e il pianeta erano considerati due emisferi che andavano a creare un unico uovo appunto. Gli antichi Egizi ritenevano che fosse il centro dei quattro elementi: terra, aria, acqua e fuoco.

La tradizione del dono di uova è documentata già fra gli antichi Persiani, dove era diffusa la tradizione dello scambio di semplici uova di gallina all’avvento della stagione primaverile. Le uova erano il simbolo del ritorno della vita: in primavera, infatti, gli uccelli preparavano il nido e lo utilizzavano per la cova delle uova. L’inverno era finito e la natura si apriva alla rinascita.

Da oriente ad occidente, testimonianze storiche documentano lo scambio di uova come dono per le feste Primaverili tra i Greci, i Cinesi ed i Persiani, così come nell’antico Egitto le uova decorate erano scambiate all’equinozio di primavera, data di inizio del “nuovo anno”, quando ancora l’anno si basava sul trascorrere delle stagioni.

L’uovo era un simbolo misterioso di fertilità a causa dell’allora inspiegabile nascita di un essere vivente da un oggetto così particolare.

Le uova venivano, pertanto, considerate oggetti dalle proprietà “magiche”, ed erano interrate sotto le fondamenta degli edifici per tenere lontano il male; portate in grembo dalle donne in stato interessante per scoprire il sesso del nascituro e le spose vi passavano sopra prima di entrare nella loro nuova casa.

Le uova, associate alla primavera per secoli, con l’avvento del Cristianesimo divennero simbolo della rinascita non della natura ma dell’uomo stesso, della resurrezione del Cristo.

Nella simbologia, le uova colorate con colori brillanti rappresentano i colori della primavera e la luce del sole: quelle colorate di rosso scuro sono invece simbolo del sangue del Cristo.

L’usanza dello scambio di uova decorate, nell’era cristiana, si sviluppò poi anche, nel Medioevo come regalo alla servitù.

Nel medesimo periodo, infatti, l’uovo decorato, da simbolo della rinascita primaverile della natura, divenne con il Cristianesimo il simbolo della rinascita dell’uomo in Cristo.

La diffusione dell’uovo come regalo pasquale sorse probabilmante in Germania, dove si diffuse la tradizione di donare semplici uova in occasione di questa festività.

Sempre nel Medioevo prese piede anche una nuova tradizione: la creazione di uova artificiali fabbricate o rivestite in materiali preziosi quali argento, platino ed oro, ovviamente destinata agli aristocratici e ad i nobili.

Edoardo I, re d’Inghilterra dal 1272 al 1307, commissionò la creazione di circa 450 uova rivestite d’oro da donare in occasione della Pasqua.

Faberge-1Indubbiamente, però, le più famose uova pasquali decorate sono quelle conosciute in tutto il mondo come le uova di Fabergé.

Considerato l’ultimo dei grandi orafi, nacque a Pietroburgo nel 1846 da famiglia di origine francese. I suoi oggetti furono sempre caratterizzati da un disegno molto fantasioso e originale, che ne era la componente fondamentale, anche rispetto ai materiali utilizzati, sempre molto preziosi. E già questo fatto di per sé costituì una svolta sorprendente, profondamente innovativa rispetto ai tempi. La sua abilità fu ben presto riconosciuta e premiata, tanto che nel 1885 venne nominato gioiellerie di corte.

La nomina, che gli fu conferita da Alessandro III, fu all’origine di una delle più belle creazioni di arte orafa di tutti i tempi, le celebri uova pasquali per la famiglia imperiale, che Fabergé produsse per oltre trent’anni.

Si narra che lo Zar Alessandro III desiderasse donare alla moglie, Maria di Danimarca, qualcosa che le ricordasse il suo paese, e così commissionò a Fabergé un uovo che fosse la copia di un oggetto conservato nelle collezioni reali di Copenaghen (molto probabilmente quello tuttora visibile che conteneva come sorpresa la gallinella sopra citata). Il primo Fabergé fu un uovo di platino smaltato bianco che si apriva per rivelare un uovo d’oro che a sua volta contenva un piccolo pulcino d’oro ed una miniatura della corona imperiale.

Il dono ebbe grande successo e fu stabilito che ogni anno Fabergé avrebbe creato un oggetto simile. Il disegno di queste uova e le decorazioni furono spesso ispirate a celebri opere d’arte del passato e a particolari eventi storici della Russia di quegli anni, come l’incoronazione dello zar Nicola II o l’inaugurazione della ferrovia Transiberiana.

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Il successore di Alessandro III, Nicola II proseguì nella tradizione inaugurata dal padre e richiese a Fabergé di creare due uova pasquali ogni anno: uno per la regina madre, Maria Fiorodovna, e uno per la moglie, la zarina Alessandra Fiodorovna.

L’uovo è oggi una pietanza tipica delle festività pasquali: veniva conservato durante la Quaresima, a causa del digiuno quaresimale, per venire poi consumato successivamente.

In diverse tradizioni pasquali l’uovo continua a mantenere un ruolo durante tutto il periodo delle festività.

Nella tradizione balcanica e greco ortodossa, da secoli, l’uovo di gallina sodo viene colorato, tradizionalmente di rosso cremisi (simbolo della Passione di Cristo), in genere durante il Giovedì Santo, giorno dell’Ultima Cena, e consumato a Pasqua e nei giorni successivi.

Prima del consumo, in particolare nella tavolata di Pasqua, ognuno sceglie il proprio uovo e ingaggia una gara (τσούγκρισμα) con i commensali, scontrandone le estremità, fino a trovare l’uovo più resistente e ciò viene considerato di buon augurio.

In altri paesi, come la Francia, è tradizione istituire in aree verdi delle cacce pasquali al tesoro, in cui le uova, preparate artigianalmente e di dimensioni ridotte, vengono nascoste fra gli alberi e vengono poi ritrovate dai bambini.